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giovedì 12 maggio 2016

Riapre lo sportello d'ascolto!

Riapre il servizio dello Sportello d'Ascolto di ACCSE, rivolto a individui e famiglie che per diversi motivi non hanno accesso ad altri servizi. E' totalmente gratuito e consiste in un momento di prima accoglienza con personale qualificato, per ascoltare e indirizzare. 
Ci trovate presso la sede ACCSE, in via Genova 14 a Trieste, con il seguente orario:
  • lunedì dalle 14 alle 16
  • giovedì dalle 9 alle 11


martedì 1 marzo 2016

Manuale di seduzione - terza puntata


 di Micaela Crisma (micaela_crisma@yahoo.it)

Parliamo ora di alcune tecniche di vera e propria seduzione, precisando che come psicoterapeuta non posso eticamente avvallare, e non ci tengo, strategie manipolatorie. La premessa da cui dobbiamo sempre partire è l'autenticità, essere noi stessi e mai perdere la nostra dignità.

L'ingrediente di maggiore attrazione che tutti possiamo mettere in gioco è l'autostima. Sì, è proprio così: se piaccio sinceramente a me stesso/a, sarò contagioso/a anche per gli altri. Avrò uno sguardo sereno, una postura aperta verso il mondo, un sincero desiderio di conoscere l'altro e di apprezzare i suoi meriti e successi, come i miei. Sarò una persona con cui è bello conversare o semplicemente stare. Non avrò aspettative assurde e soprattutto non sarò pronto/a a leggere ogni comportamento altrui come possibile segnale di disinteresse o giudizio. A rischio di risultare banale ribadisco che amare se stessi è la premessa imprescindibile per amare gli altri. E ci sono oramai così poche persone portatrici di una buona e reale autostima che se riuscite a coltivare questa importante componente avrete sicuramente una marcia in più su cui contare. Attenzione: chi si mette in mostra in ogni modo e sembra adorare se stesso non è un esempio di buona autostima, ma di una carenza di reale autostima (e spesso di narcisismo). Queste persone sono in realtà alla ricerca spasmodica di approvazione e sono talvolta così concentrate su se stesse che non hanno spazio per dedicare la minima attenzione agli altri. Una buona autostima implica una sorta di soddisfazione e realizzazione interiore che non ha bisogno di essere sbandierata, si percepisce e basta.
Se siete romantici, usate pure tutte le forme di corteggiamento che ritenete più opportune (fiori, cioccolatini, canzoni sdolcinate, bigliettini) ma ricordate due cose importanti. Il romanticismo alla lunga stanca, soprattutto se non è autentico e se segue le mode. In secondo luogo non siamo tutti uguali e se vogliamo colpire dobbiamo trovare una nostra modalità espressiva unica e personale. Se poi abbiamo la fortuna di avere un talento che l'altro apprezza, usiamo quello. Mille volte meglio una poesia, una canzone (se ne siete capaci) o un dolce fatto in casa che l'ennesimo pelouche con scritte amorose o una cena noiosissima in un locale chic. Personalmente i regali romantici più originali e apprezzati che ho ricevuto sono stati: una collana di pasta colorata fatta a mano assieme a due garofani rossi (lui aveva 6 anni!), una poesia buffa su un pinguino innamorato, veramente spassosa, e una canzone d'amore cantata e suonata con la chitarra in una serata sulla spiaggia. Quest'ultima, per quanto gradevole, è stata fatta in pubblico, davanti a un gruppo di amici, aspetto che è costato allo spasimante l'immediata cancellazione del prossimo appuntamento. E' infatti importante salvaguardare l'intimità: un gesto romantico, seppure azzeccato, quando viene sbandierato davanti a tutti può diventare eccessivo e sgradito.
Quando una persona ci piace vorremmo vederla tutto il tempo e vorremmo essere nella sua mente e nel suo cuore in ogni istante della sua giornata. Ciò può indurci a diventare pressanti, possessivi e ciò ha spesso effetti deleteri. Finisce per allontanare la persona invece che attrarla verso di noi. D'altra parte, se vogliamo far capire all'altra persona che ci piace, abbiamo più opportunità di arrivare al dunque se mettiamo in atto comportamenti coerenti. Alcune persone molto insicure nelle relazioni, o deluse da storie passate, tendono a sfuggire a chi gli piace, addirittura a volte a rispondere male, per paura di farsi coinvolgere troppo. Se abbiamo questo problema, impariamo invece a guardare almeno per qualche secondo l'altra persona negli occhi, a sorridere. Se siamo troppo agitati aggrappiamoci a un'immagine di serenità e tenerezza (visualizziamo un bimbo, un gattino, un bel panorama), in modo da avere un'espressione meno tesa e distanziante. Non si tratta di una manipolazione o di un inganno: nel profondo desideriamo stare vicini a questa persona, ma le ferite del passato o alcune fragilità ci indurrebbero a scappare.
E' molto importante creare un clima positivo e piacevole quando siamo con l'altro: questo lo attirerà verso di noi molto più che un nuovo taglio di capelli o un paio di jeans firmati. E' normale essere un po' tesi e in ansia davanti a una persona che non conosci bene o su cui stai maturando un interesse che forse non sei ancora disposto ad ammettere a te stesso/a. Ecco allora che creare un clima allegro, sereno, piacevole può essere un'ottima premessa per risultare ancora più graditi e attraenti. Molte donne mi raccontano (e condivido pienamente!) che uno degli aspetti che più piace in un uomo è il fatto che ci sappia far ridere e stare bene. Credo che funzioni anche con l'altro genere. Il punto non è raccontare barzellette o fare gli stupidi, ma offrire all'altro un'atmosfera accogliente e leggera, lontana dagli stress e dalla pesantezza quotidiana.




Photo credit: Jahlearn studio via Foter.com / CC BY

lunedì 29 febbraio 2016

Manuale di seduzione - Seconda puntata

 di Micaela Crisma (micaela_crisma@yahoo.it)


Non mostrarsi per quello che non si è, è una regola che vale per l'aspetto fisico ma vale ancora di più per il proprio modo di essere: è fondamentale, se vogliamo costruire una relazione duratura e su buone basi, essere autentici e far conoscere il vero se stesso all'altro, pena enormi delusioni e incomprensioni. Attenzione però: autenticità non vuol dire spontaneità. Non siamo costretti a raccontare al primo appuntamento tutta la nostra vita, i nostri problemi e le nostre paure, fornendo una specie di curriculum degli orrori. Certo, se il vostro amico/a resiste e non scappa a gambe levate è buon segno, ma volete proprio rischiare? Non lamentatevi poi se non rimane nessuno. Possiamo farci conoscere per gradi e man mano che aumenta la reciproca confidenza.
E' importante mirare a conoscere persone che condividano alcune nostre passioni e interessi. Certo se volete avere solo un'avventura sessuale, ciò non è importante, ma qui ci stiamo concentrando sulla ricerca di una relazione sentimentale. La discoteca è sicuramente un luogo dove incontrare tante donne/uomini single e tirate/i a lucido, quindi può essere una buona base per conoscere qualcuno. Ma attenzione, potreste trovare persone che adorano ballare la musica da discoteca! Se siete dei rockettari o adorate la musica classica e non sopportate di zampettare sulla pista, potreste trovarvi in difficoltà. Senza contare che molte persone che frequentano questi locali si agghindano in un modo che le trasforma notevolmente rispetto alla quotidianità. Se vi piace il luogo e il contesto, tuffatevi a pesce, altrimenti provate altre strade! Può sembrare scontato, ma per conoscere persone con cui condividere le vostre passioni dovete in primo luogo frequentare ambienti idonei. Ricordo una cara signora, molto bella e simpatica a 50 anni, che usciva da una relazione sofferta con un marito alcolista e violento. Si lamentava perché trovata sì un sacco di corteggiatori, ma tutti alcolisti o sulla buona strada e temeva quindi di ripetere l'esperienza. Quando le chiesi dove aveva conosciuto Tizio, Caio e Sempronio, mi disse che normalmente succedeva quando andava a prendere il caffè al bar vicino al lavoro, un locale molto frequentato da amanti delle bevande alcoliche. La signora si convinse a cambiare bar e a trovare altri canali per intraprendere nuove conoscenze. Ad esempio frequentando un'associazione sportiva che organizzava gite in montagna, a lei gradite.

giovedì 25 luglio 2013

Soffrire in amore (4/4) - Una buona notizia!

a cura di Micaela Crisma, Psicoterapeuta ACCSE

micaela_crisma@yahoo.it


C'è però una buona notizia. Il partner è colui o colei che più ci fa soffrire, ma anche la persona che può aiutarci a guarire da ferite molto profonde.
Se abbiamo la fortuna di incontrare un partner che capisce le nostre dinamiche e vi risponde in maniera sana avremo la possibilità di fare una preziosa esperienza riparatoria e di uscire dal circolo vizioso.
Se amiamo sinceramente il nostro partner, ma vediamo che non riusciamo a superare le difficoltà, una terapia di coppia basata sull'attaccamento può essere di grande aiuto se entrambi i partner sono motivati a cambiare i propri comportamenti.
Se siamo da soli a lottare per il nostro amore, un terapeuta ci può aiutare a vedere cosa ci lega a questa persona, a modificare le dinamiche di relazione distorte e anche, quando è necessario, a staccarci da chi non ci vuole veramente bene.
Qualche volta rimaniamo con una persona perché pensiamo di non poter avere nulla di meglio, per la paura di rimanere soli o perché a fronte di tanti difetti e motivi di sofferenza soddisfa qualche altro nostro bisogno inespresso. In tal caso, una terapia aiuta a capire di che cosa abbiamo bisogno veramente e se il partner in questione può soddisfarlo o meno.
Gli errori ci aiutano a crescere. Rimanere in una relazione che ci fa sentire sbagliati ci impedisce di sviluppare tutte le nostre potenzialità ed è un ostacolo formidabile all'amore e alla felicità.

mercoledì 24 luglio 2013

Soffrire in amore (3/4) - Uomini e donne

a cura di Micaela Crisma, Psicoterapeuta ACCSE
micaela_crisma@yahoo.it


A complicare le cose, nella nostra società uomini e donne vengono spesso ancora allevati in modo molto diverso. Gli uomini fin da piccoli vengono sollecitati a essere autonomi e indipendenti, a non mostrare apertamente ciò che provano (guai a loro se piangono, tabù ancora molto sentito!). Devono essere forti, offrire sicurezza e protezione e allo stesso tempo fare i duri. Ciò favorisce in certe condizioni lo sviluppo di comportamenti violenti, molto più frequenti nei maschi, di cui ci occuperemo in un altro articolo. Allo stesso tempo, l'uomo è abituato a contare sulla presenza di una donna che lo accolga e lo accudisca dal punto di vista affettivo: prima la madre, poi la moglie, poi la figlia. Gli uomini cercano, e trovano quasi sempre, una risposta ai propri bisogni affettivi in una donna. Ciò permette loro di essere apparentemente molto indipendenti. Quando però si ritrovano single, spesso dimostrano di reagire molto peggio e di essere meno capaci di cavarsela da soli senza una donna accanto.

Le donne vengono invece abituate fin da piccole a parlare di sentimenti propri e altrui: possono permettersi di piangere e di manifestare anche i loro lati deboli, ritenuti (a torto) tipicamente femminili. Ci si aspetta inoltre che si occupino degli altri e che da adulte mettano al primo posto il soddisfacimento dei bisogni affettivi del partner, dei figli e di altri familiari. Da un lato possono dimostrarsi deboli e sopraffatte dalle emozioni, dall'altro spesso devono rinunciare ai propri bisogni per occuparsi degli altri ed essere in realtà molto forti e dispensatrici di affetto. Molte donne crescono così con la sensazione di un vuoto affettivo che sperano di poter colmare grazie al partner. E qui nascono le maggior incomprensioni: l'uomo si mostra indipendente e dà per scontato che la donna lo accudisca affettivamente. Lei vive la sua indipendenza come indifferenza e distacco e rimane delusa perché il vuoto affettivo non viene mai colmato. Percependo il distacco, richiede più attenzioni, lui si sente asfissiato e si distacca ancora di più, deludendola. Le stesse dinamiche si possono osservare nelle relazioni omosessuali, anche se con sfumature un po' diverse.

lunedì 22 luglio 2013

Soffrire in amore (1/4) - Perchè soffriamo in amore?

a cura di Micaela Crisma, Psicoterapeuta ACCSE
(micaela_crisma@yahoo.it)


L'amore, che pena! Eppure non possiamo farne a meno. Ma perché soffriamo tanto e perché capita così spesso di scegliere il partner sbagliato (e di tenerselo)?
Chi ha avuto da piccolo dei genitori amorevoli che hanno risposto in maniera coerente e sollecita ai suoi bisogni è più corazzato contro le pene d'amore. Crescendo, si aspetterà di incontrare dei partner che l'amino, lo/la rispettino e che siano disponibili nel momento del bisogno. Penserà anche di poter esprimere i propri sentimenti, anche quelli scomodi, senza il timore di essere abbandonato per questo. Sarà quindi più autentico, assertivo e capace di farsi rispettare.

La situazione è più difficile per chi ha avuto dei genitori meno attenti e/o con problemi. Chi ha avuto dei genitori distaccati avrà imparato ad arrangiarsi da solo e a non aspettarsi di essere amato. Il futuro partner avrà così a che fare con una persona che farà fatica a mostrare i propri sentimenti e che risponderà con l'indifferenza di fronte al rischio di una separazione. Il partner invece che ha avuto dei genitori ansiosi, preoccupati e incoerenti tenderà ad avere un comportamento altrettanto incoerente. Pronto a fare i capricci, a pretendere attenzioni e allo stesso tempo terrorizzato di essere abbandonato. Infine, quando i genitori sono stati molto assenti per malattie, gravi lutti, problemi o sono stati maltrattanti, la persona farà molta difficoltà a fidarsi veramente del partner. Vivrà nel timore della ritorsione, del tradimento, dell'inganno, e si comporterà di conseguenza, anche quando ciò non è giustificato dalla situazione.